Ho condiviso nel Coordinamento politico e nella Direzione imolese del PD l’apertura di una nuova fase, perché il PD deve assumere a tutti i livelli l’obiettivo di essere il fulcro del cambiamento del Paese. La situazione nazionale è grave e questo Governo non è in grado di dare speranza nel futuro, soprattutto su lavoro per i giovani e sostegno alla crescita delle imprese e dell’economia.
I tagli al welfare ed alle risorse dei Comuni stanno minando le nostre comunità e dovremo affrontare riforme sociali ed economiche pesanti.
Il ruolo del PD, a Imola come a Roma, è affrontare la disoccupazione, l’equità nell’accesso ai servizi, la difesa dei valori di comunità, la promozione dei diritti, investendo nelle imprese che competono nel mondo ed in una economia liberata dai lacci dei tanti Monopoli e rendite di posizione.
Il PD deve essere la speranza di riscossa civica, di partecipazione popolare che servono per liberare il paese da gabbie antiche, da privilegi e dall’immobilismo di questo decennio: occorre sostituire la cattiva politica con la buona politica, non con tecnocrati o scorciatoie già viste.
Questo cambiamento di cultura democratica deve partire dal basso, con un partito nei territori che stia dentro i problemi, con i Forum e i Circoli, che faccia conferenze annuali tematiche, che discuta assieme alle amministrazioni locali le soluzioni.
A questo serve questa seconda fase del PD, e possiamo riuscirci, uscendo dal correntismo e dalle divisioni (più nazionali che locali), se questo cambiamento corre sulle gambe delle nuove generazioni di “nativi” PD, che non hanno identità da difendere, ma nascono già “mescolati” e con idee nuove.
Ad Imola abbiamo le condizioni perchè questo cambiamento sia patrimonio di tutti, coinvolga tutte le generazioni e tutte le culture fondative del PD, perchè siamo un collettivo dove non si ragiona dei destini personali, ma del lavoro da fare insieme.
E questo cambiamento ha alla testa il ruolo decisivo del coordinatore Fabrizio Castellari, a cui va la mia fiducia e piena collaborazione come è stato fin qui, il cui ruolo non è in discussione.
Dire che nessuno di noi è inamovibile e che siamo tutti in discussione (ho detto ieri a partire da me), significa ribadire questa idea di collettivo. Capisco che viviamo immersi in una cultura dell’individualismo che mette l’io al centro ed i propri percorsi personali. Sono certa che io e Fabrizio Castellari condividiamo un’idea diversa, assieme alla gran parte dei dirigenti e militanti del PD imolese e per questo lavoriamo insieme e continueremo a farlo.
Nel corso della conferenza stampa di Imola di ieri assieme a Castellari, Tarozzi e Taraborrelli abbiamo presentato le idee alla base della Conferenza imolese del PD. In quell’occasione alcune mie riflessioni sono state colte forse solo parzialmente e ritengo quindi necessario precisare ciò che penso, per fare chiarezza e sgombrare il campo da possibili fraintendimenti.
Anna Pariani, Vice Capogruppo PD in Consiglio Regionale
“Il Governo cancelli le disposizioni che introducono ed impongono alle Regioni l’applicazione dei nuovi ticket, definendo un gettito alternativo attraverso una nuova accisa sui tabacchi, come più volte richiesto dalla Conferenza delle Regioni”. È una della richieste contenute nella risoluzione presentata da nove consiglieri dei gruppi della maggioranza Pd (prima fimataria Anna Pariani), Idv, Sel-Verdi, Fds.
Nel documento risoluzione si impegna inoltre la Giunta regionale a proseguire il percorso avviato per individuare strumenti più puntuali di valutazione del reddito a cui fare riferimento per l’applicazione delle quote aggiuntive di ticket sanitari, partendo daIl’Isee e a promuovere, come per il 2010, un confronto con il sistema degli enti locali ed un patto comune di salvaguardia del sistema di welfare.
I firmatari chiedono poi al Governo nazionale di “modificare le misure economiche e finanziarie affinché le politiche sociali nel loro complesso tornino ad essere una priorità anche come settore economico che, – si legge nel testo – nella realtà dell’Emilia-Romagna occupa decine di migliaia di persone”.
Altre richieste: che il Governo definisca in tempi rapidi (in collaborazione con gli altri enti interessati) i livelli essenziali delle prestazioni sociali, al fine di poter offrire ai cittadini più vulnerabili, le risposte dovute ai loro bisogni per una partecipazione vera ed attiva alla società civile e, infine, assuma misure precise ed urgenti sul tema della non autosufficienza, posto che, – sottolineano i consiglieri – come ricordato da una recente ricerca promossa dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, a fronte di almeno 2,6 milioni di persone non autonome nello svolgere le normali funzioni quotidiane, le risorse pubbliche destinate a sostenere le disabilità e la non autosufficienza sono assolutamente esigue in rapporto a quanto accade nel resto d’Europa”.
Oltre a Pariani hanno firmato la risoluzione: Marco Monari (pd), Gian Guido Naldi e Gabriella Meo (Sel-Verdi), Monica Donini e Roberto Sconciaforni (Fds), Liana Barbati, Sandro Mandini e Franco Grillini (Idv).
Via i nuovi ticket sanitari e con loro se ne vada anche il Governo nazionale che li ha imposti alla Regione. E’ questo il messaggio della campagna che il Gruppo PD Emilia-Romagna e il Pd regionale hanno presentato questa mattina e che verrà lanciata in maniera massiccia nei prossimi giorni: sono pronti per invadere le decine di feste del partito sul territorio ben 500.000 depliant e 10.000 manifesti. La campagna servirà anche a spiegare, in 10 domande e risposte, i criteri di applicazione del ticket rimodulato dalla Regione Emilia Romagna.
“Diamo il via ad una serie di iniziative che facciano chiarezza e affermino un criterio nel segno della verità e cioè che “in politica non siamo tutti uguali” ha premesso il capogruppo del Pd in Viale Aldo Moro Marco Monari, presentando la campagna oggi in conferenza stampa. “Con una manovra che non ha paternità politica, ma neanche i fondamenti di solidità economico-finanziaria, ma ha solo i crismi della confusione e dell’iniquità, il governo Berlusconi ha obbligato e obbliga le Regioni a introdurre nuove tasse sulla salute e ad imporre i ticket” prosegue Monari, spiegando che l’Emilia Romagna “ha messo in campo una modifica dell’applicazione del ticket per tentare di andare verso un modello più equo, che dia un po’ di sollievo a coloro che pagano le tasse e sono in condizioni di maggiore difficoltà, cercando di far pagare invece un po’ di più a coloro che se lo possono permettere, in base al reddito”.
“Fra l’altro – ha ricordato Monari – Le Regioni avevano proposto la tassa sulle sigarette al posto del ticket sanitario, ma il Governo non le ha nemmeno ascoltate”.
La vicecapogruppo PD Anna Pariani ha presentato in conferenza stampa cifre inequivocabili: “Per l’Emilia Romagna – sottolinea Pariano – parliamo di circa 300 milioni di euro di incasso tramite il ticket in generale, su di una spesa sanitaria che supera gli 8 miliardi, quindi non siamo neanche all’1% di copertura della spesa, siamo molto sotto lo 0,5%”. “I ticket – prosegue Pariani – non servono a coprire la spesa sanitaria, servono come deterrente al consumismo sanitario e sono strumentali al raggiungimento di un obiettivo preciso: la penalizzazione del sistema pubblico in favore di quello privato”.
Rispetto alla scelta politica del Governo, Pariani ricorda che “lo scorso anno ci hanno tagliato 380 milioni di euro, quest’anno ce ne tagliano 860. Rispetto a questi tagli la la risposta potevano essere politiche di risparmio, razionalizzazioni, attenzione alla spesa farmaceutica”. “Avremmo fatto una battaglia anche in quel caso, ma ci sarebbe stata una discussione in cui le Regioni avrebbero fatto la loro parte nell’ambito della loro funzione di governo sanitario locale” conclude Pariani, invece “si è deciso di coprire quei tagli inserendo maggiori entrate in modo iniquo tramite il ticket, senza lasciare alcuna scelta”.
> L’intervento del capogruppo PD Marco Monari
> L’intervento del vicecapogruppo PD e responsabile welfare e sanità PD Emilia-Romagna Anna Pariani
I MATERIALI DELLA CAMPAGNA
>Il manifesto (Scarica il PDF)
Manifesto “Via! i ticket e il governo”
> Il pieghevole (Scarica il PDF)
Pieghevole “Via! i ticket e il governo!”
LE FOTO DELLA PRESENTAZIONE
PRESENTATA UNA RISOLUZIONE IN REGIONE CHE DENUNCIA IL RIDIMENSIONAMENTO DEI FONDI STATALI AL WELFARE
Pariani: “Chiediamo al Governo misure economiche e finanziarie affinché le politiche sociali tornino ad essere una priorità”
E’ stata presentata all’Assemblea legislativa della regione Emilia-Romagna dalla maggioranza di Centrosinistra, prima firmataria la consigliera Anna Pariani, una risoluzione che denuncia il drastico ridimensionamento dei fondi statali di carattere sociale deciso da questo Governo, già dalla precedente manovra:
- mancato rifinanziamento del Fondo per la non Autosufficienza, che sta creando gravi problemi a tutte le regioni ma soprattutto ai non autosufficienti;
- tagli al Fondo Nazionale Politiche Sociali, già fortemente penalizzato con i tagli alla finanza regionale del 2010, che ha subito una ulteriore decurtazione, di 55 milioni di euro rendendolo pari al 47 per cento di quanto è stato erogato nel 2010, a sua volta già ampiamente decurtato rispetto le precedenti annualità;
- il taglio più significativo riguarda infine il Fondo nazionale per le politiche sociali (FNPS), che rappresenta la principale fonte di finanziamento statale degli interventi di assistenza alle persone e alle famiglie: già dimezzati rispetto al 2010, questi fondi sono stati ora ulteriormente ridotti di 25 milioni di euro;
- sul tema del rispetto dei ruoli fra livelli istituzionali e sussidiarietà orizzontale, per quanto riguarda, ad esempio, la sperimentazione della social card non vengono rispettate le competenze, «bypassando» la programmazione regionale e il principio di «leale collaborazione» tra livelli istituzionali, già introdotto dalle modifiche del Titolo V della Costituzione e maggiormente sottolineato dalla legge n. 42 del 2009 sul Federalismo fiscale e amministrativo.
“Riteniamo – dichiara la consigliera Pariani, resp. Welfare PD Emilia-Romagna – che l’equità sociale, la tutela dei diritti e la realizzazione di un’economia sociale regolata siano indispensabili anche ai fini di una manovra economica che abbia come obiettivo la crescita, necessario elemento per la sostenibilità dei conti pubblici. Chiediamo al Governo di assumere misure economiche e finanziarie affinché le politiche sociali nel loro complesso tornino ad essere una priorità per questo Governo ed i fondi sociali precedentemente decurtati tornino ad avere le risorse economiche e finanziarie adeguate ad una reale e concreta politica di inserimento sociale delle fasce più bisognose.”