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Nuova legge sulla semplificazione. Pariani: “Pubblica amministazione più vicina”

Procedimenti amministrativi semplificati, misurazione dell’efficacia dei provvedimenti (costi e benefici), Tavolo permanente di confronto Regione/parti sociali, associazioni di categoria, cittadini utenti, sessione assembleare sulla semplificazione.

Sono questi alcuni punti della nuova legge-quadro regionale sulla semplificazione (il titolo completo è “Misure per l’attuazione degli obiettivi di semplificazione del sistema amministrativo regionale e locale. Istituzione della sessione di semplificazione”) che ha ottenuto un coro di consensi dai banchi di maggioranza e opposizione, da cui si è tirata fuori solo la Lega nord.

Il provvedimento, i cui obiettivi sono stati illustrati dalla relatrice Anna Pariani, è quindi stato licenziato dall’aula con il voto favorevole di Pd, Idv, Sel-Verdi, Fds, Pdl, Mov5stelle e Udc e il no della Lega nord.

> L’intervento in aula della consigliera regionale PD Anna Pariani

PARIANI: RIDURRE GLI ONERI, ELEVARE LA QUALITA’, COMBATTERE LA CORRUZIONE

Il testo – ha detto Pariani – intende contribuire a ridurre oneri a cittadini e imprese, elevare la qualità della pubblica amministrazione, favorire la competitività delle imprese, in particolare di quelle piccole e medie, ma vuole anche perseguire la lotta all’illecito e alla corruzione.

Questo provvedimento – ha sottolineato la relatrice – si configura come una ‘legge quadro’, ma non è solo un testo di principi e indirizzi. Si propone infatti di introdurre un’azione sistematica di valutazione dell’impatto legislativo e regolativo, di riduzione dei costi amministrativi e di lavoro permanente con l’obiettivo di ridurre e semplificare le norme e gli adempimenti amministrativi.

Pariani ha poi riproposto il percorso fatto dal progetto di legge, che fu proposto dalla Giunta a fine luglio come un testo “aperto” al confronto e che già conteneva principi e strumenti di lavoro per un’azione permanente e non episodica in un processo di semplificazione, i cui “capisaldi” sono: la definizione di principi di qualità della regolazione per il processo legislativo; l’introduzione dell’analisi di impatto della regolazione (AIR) per le nuove leggi, per esaminarne effetti, costi e benefici conseguenti all’applicazione; la previsione della Misurazione degli oneri amministrativi (MOA) per leggi e provvedimenti amministrativi e l’introduzione di Piani per la riduzione degli oneri, in raccordo con le normative nazionale e comunitaria; Il Patto per le azioni concrete, stipulato con enti locali e altre amministrazioni, insieme alla diffusione delle prassi migliori; l’analisi e valutazione permanente dei procedimenti amministrativi da parte del Nucleo tecnico dell’amministrazione regionale; il Tavolo permanente di confronto tra la Giunta regionale, le parti sociali, le istituzioni locali e le rappresentanze dei cittadini, supportato dal Nucleo tecnico; la Sessione di semplificazione annuale dell’Assemblea legislativa (da indire entro ottobre di ogni anno), per intervenire nella revisione di norme e procedimenti vagliati dal Tavolo permanente, coinvolgendo anche le commissioni assembleari.

Il testo della Giunta è stato poi al centro di un ampio confronto che ha coinvolto, oltre ai gruppi assembleari, anche la società regionale, di cui sono state accolte sollecitazioni e proposte.

UN PROGETTO “RIFORMULATO” GRAZIE ALLA PARTECIPAZIONE

Il progetto arrivato in aula – ha ricordato Pariani – è quindi stato “riformulato”, proprio grazie “all’ampio processo partecipativo”, in un testo che comprende due Titoli, di cui il primo, formato da cinque articoli, riporta l’impianto originario formulato dalla Giunta.

All’art. 1 (Finalità e principi generali) sono esplicitati i principi quali la sussidiarietà (intesa come sussidiarietà verticale), la responsabilità, l’adeguatezza e proporzionalità dell’azione legislativa e amministrativa. Si introduce inoltre (artt. 1 e 2 ) la possibilità, attraverso provvedimenti di Giunta, di regolare l’omogeneità delle procedure prodotte dagli enti locali, sempre lavorando con metodo cooperativo attraverso i Patti. L’art. 3 prevede la realizzazione di un sistema di analisi e valutazione permanente (AVP) dei procedimenti. All’art. 4 sono state meglio definite le modalità di concertazione con le rappresentanze sociali attraverso il Tavolo permanente per la semplificazione, che è il luogo di confronto da cui parte il processo di valutazione e selezione dei procedimenti da sottoporre a analisi e revisione, con il supporto del Nucleo tecnico. Il funzionamento di Tavolo e Nucleo non comporta ulteriori spese per la Regione. L’art. 5 infine prevede la Sessione per la semplificazione.

Il Titolo II (Misure di semplificazione per cittadini e imprese), formato da 7 articoli, definisce quindi gli istituti di immediata applicazione nell’azione di semplificazione di norme e procedimenti.

L’art. 6 sancisce, pertanto, il rispetto dei tempi di legge nella conclusione dei procedimenti amministrativi e prevede la realizzazione di una banca dati dei procedimenti della P.A. regionale. Si indica inoltre che saranno previste modalità di restituzione degli oneri amministrativi legati al procedimento quando non siano rispettati i tempi di conclusione dell’iter a causa della P.A.. All’art. 7 si definiscono le modalità per garantire applicazione e modulistica omogenee sul territorio regionale, mentre all’art. 8 si vieta l’introduzione di nuovi oneri amministrativi non compensati. All’art. 9 si sancisce il divieto di richiedere documenti già in possesso della P.A., nell’art. 10 si prevedono modalità semplificate per le aziende certificate, nell’art. 11 si fa riferimento all’esercizio dei poteri sostitutivi da parte della Regione verso gli enti locali inadempienti e l’art.12, infine, intitolato ‘Norme di prima applicazione”, individua gli istituti di semplificazione relativi alla disciplina statale della Conferenza di servizi e del silenzio-assenso.

Nel 2012 – ha concluso Pariani – si potrà così avviare un lavoro che coinvolgerà l’Assemblea in due successive sessioni di lavoro, quella di prima applicazione, prevista dall’art. 12, e quella ordinaria, prevista dall’art. 5, che rappresentano un “obiettivo ambizioso” e che consentiranno alla nostra Regione di contribuire al perseguimento dell’obiettivo europeo di riduzione del 25% dei costi amministrativi entro il 2012.

Un progetto di legge per affrontare in modo radicalmente diverso il tema della semplificazione. Lo ha presentato, in commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, la vicepresidente della Giunta regionale, Simonetta Saliera, che ha parlato di un “obiettivo molto consistente” che si è data la Regione, attraverso una legge di metodo per la costruzione di un sistema unitario e condiviso di semplificazione, che rappresenta una “novità” nel panorama legislativo delle Regioni. La semplificazione – si legge nella relazione che accompagna il provvedimento – deve costituire un metodo di azione ordinario e non una misura correttiva da applicare a sistemi decisionali e procedure “frastagliate” e per questo poco incisive.

Di fronte alla crescente domanda di semplificazione, risulta dunque necessario “passare dalle parole ai fatti”, ha ribadito Saliera, con un cambiamento di strada rispetto agli interventi finora adottati, puntando a dotare le amministrazioni di una metodologia che garantisca la qualità dei processi decisionali in modo concreto e sostanziale e che serva a ridurre la “complessità”, sia garantendo la piena legittimità dell’azione amministrativa, sia evitando sovrapposizioni e ridondanze con strumenti di semplificazione già vigenti nell’ordinamento.

La proposta punta, quindi, a valorizzare istituti e tecniche già esistenti (ad esempio: la misurazione degli oneri amministrativi, l’analisi e la valutazione di impatto della regolamentazione, ecc.) e a garantire il raggiungimento delle finalità contenute nella disciplina statale in materia di procedimento amministrativo (certezza dei tempi, responsabilità amministrativa, ecc.).

L’obiettivo finale è quello di realizzare un sistema unitario e condiviso di miglioramento dell’azione amministrativa, fondandosi su una duplice azione politica e tecnico-amministrativa, che trae le sue basi dall’esperienza dell’Osservatorio Bassanini e del Nucleo per la semplificazione, una struttura tecnica prevista dalla legge 50/1999 (“Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi – Legge di semplificazione 1998”)

Il progetto di legge rappresenta dunque l’approdo di un percorso che la Regione ha intrapreso da tempo in tema di semplificazione e che è già contenuto anche nel nuovo Statuto regionale, approvato nel 2005, in cui si impone il ricorso a strumenti e tecniche per la qualità della normazione ed il rispetto di principi cardine dell’azione amministrativa, come la semplificazione, la partecipazione, la responsabilità, la trasparenza, la certezza dei tempi.

IL PROGETTO DI LEGGE: PRINCIPI E FINALITA’

La “certezza dei tempi amministrativi e delle relative decisioni”: è il cuore del progetto di legge, composto da sei articoli, intitolato “Misure per l’attuazione degli obiettivi di semplificazione del sistema amministrativo regionale e locale. Istituzione della sessione di semplificazione”. Gli obiettivi da raggiungere sono il risultato di una valutazione delle istanze provenienti dalla associazioni delle categorie produttive emiliano-romagnole, che avvertono come un problema non la “durata” dei procedimenti amministrativi, quanto la “crescente incertezza dei tempi per la loro conclusione”. La certezza dei tempi si coniuga poi con il principio della responsabilità di chi esegue le procedure e adotta le decisioni.

Sul piano dell’organizzazione e degli strumenti di semplificazione, assume poi rilevanza il principio collaborativo, “la parte più innovativa”, ha detto Saliera, che, per superare la frammentarietà delle competenze, deve operare creando un “patto forte” tra Regione e autonomie locali di riferimento e tra queste, lo Stato e le sue articolazioni decentrate, in modo da “valutare insieme – ha aggiunto – quale sia la filiera del processo, i punti nodali di intralcio, la strada per superarli” e per “valutare puntualmente le ricadute degli atti”.

Una ampia informatizzazione delle procedure, prevista dal provvedimento legislativo, permetterà inoltre di perseguire al meglio gli obiettivi posti, valorizzando l’interazione fra le amministrazioni sul territorio regionale e superando la frammentarietà delle competenze per conseguire l’unicità dell’azione amministrativa, proponendo le singole amministrazioni del territorio come interlocutore unico di cittadini e imprese.

Nell’ottica di realizzare un metodo coordinato per la semplificazione e ponendo le basi per la costruzione di un modello di lavoro condiviso dalle istituzioni locali e dalle forze economiche, il progetto di legge intende valorizzare gli strumenti applicati ed applicabili già vigenti, oltre ad introdurne uno nuovo: l’AVP (analisi e valutazione permanente dei procedimenti) (art.3).

Il metodo proposto si fonda quindi su alcuni perni fondamentali: a) la stipula di un “Patto delle azioni concrete di semplificazione”, con gli Enti locali, le amministrazioni interessate e le Associazioni imprenditoriali e di categoria (art.2); b) l’istituzione di un Nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure, come sede tecnica di analisi (art.4); c) la costituzione di un Tavolo permanente per la semplificazione, come sede politica di consultazione delle parti sociali, delle associazioni di categoria e dei consumatori (art.4); d) la previsione di una sessione dell’Assemblea legislativa annuale dedicata alla semplificazione, nel cui ambito vengano esaminati gli esiti dell’AVP e le proposte formulate dal Nucleo tecnico e dal Tavolo permanente, per l’eventuale adozione di opportune modifiche legislative (art.5).

L’art.6 – ha concluso Saliera – contiene norme di “start up”, quelle che abbiamo previsto in sede di prima applicazione della normativa. Queste possono tuttavia essere modificate nel corso dell’iter che il provvedimento seguirà nelle prossime settimane, tra cui un’udienza conoscitiva prevista per il prossimo 23 settembre. In questo articolo viene, tra l’altro, indicato quando sarà svolta la “prima sessione di semplificazione” dell’Assemblea legislativa, che potrebbe essere entro il 2011.

La commissione ha eletto all’unanimità la consigliera PD Anna Pariani relatore del progetto di legge.

Anna Pariani relatore del progetto di legge  sulla semplificazione del sistema amministrativo regionale

Un progetto di legge per affrontare in modo radicalmente diverso il tema della semplificazione. Lo ha presentato, in commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, la vicepresidente della Giunta regionale, Simonetta Saliera, che ha parlato di un “obiettivo molto consistente” che si è data la Regione, attraverso una legge di metodo per la costruzione di un sistema unitario e condiviso di semplificazione, che rappresenta una “novità” nel panorama legislativo delle Regioni. La semplificazione – si legge nella relazione che accompagna il provvedimento – deve costituire un metodo di azione ordinario e non una misura correttiva da applicare a sistemi decisionali e procedure “frastagliate” e per questo poco incisive.

Di fronte alla crescente domanda di semplificazione, risulta dunque necessario “passare dalle parole ai fatti”, ha ribadito Saliera, con un cambiamento di strada rispetto agli interventi finora adottati, puntando a dotare le amministrazioni di una metodologia che garantisca la qualità dei processi decisionali in modo concreto e sostanziale e che serva a ridurre la “complessità”, sia garantendo la piena legittimità dell’azione amministrativa, sia evitando sovrapposizioni e ridondanze con strumenti di semplificazione già vigenti nell’ordinamento.

La proposta punta, quindi, a valorizzare istituti e tecniche già esistenti (ad esempio: la misurazione degli oneri amministrativi, l’analisi e la valutazione di impatto della regolamentazione, ecc.) e a garantire il raggiungimento delle finalità contenute nella disciplina statale in materia di procedimento amministrativo (certezza dei tempi, responsabilità amministrativa, ecc.).

L’obiettivo finale è quello di realizzare un sistema unitario e condiviso di miglioramento dell’azione amministrativa, fondandosi su una duplice azione politica e tecnico-amministrativa, che trae le sue basi dall’esperienza dell’Osservatorio Bassanini e del Nucleo per la semplificazione, una struttura tecnica prevista dalla legge 50/1999 (“Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi – Legge di semplificazione 1998”)

Il progetto di legge rappresenta dunque l’approdo di un percorso che la Regione ha intrapreso da tempo in tema di semplificazione e che è già contenuto anche nel nuovo Statuto regionale, approvato nel 2005, in cui si impone il ricorso a strumenti e tecniche per la qualità della normazione ed il rispetto di principi cardine dell’azione amministrativa, come la semplificazione, la partecipazione, la responsabilità, la trasparenza, la certezza dei tempi.

IL PROGETTO DI LEGGE: PRINCIPI E FINALITA’

La “certezza dei tempi amministrativi e delle relative decisioni”: è il cuore del progetto di legge, composto da sei articoli, intitolato “Misure per l’attuazione degli obiettivi di semplificazione del sistema amministrativo regionale e locale. Istituzione della sessione di semplificazione”. Gli obiettivi da raggiungere sono il risultato di una valutazione delle istanze provenienti dalla associazioni delle categorie produttive emiliano-romagnole, che avvertono come un problema non la “durata” dei procedimenti amministrativi, quanto la “crescente incertezza dei tempi per la loro conclusione”. La certezza dei tempi si coniuga poi con il principio della responsabilità di chi esegue le procedure e adotta le decisioni.

Sul piano dell’organizzazione e degli strumenti di semplificazione, assume poi rilevanza il principio collaborativo, “la parte più innovativa”, ha detto Saliera, che, per superare la frammentarietà delle competenze, deve operare creando un “patto forte” tra Regione e autonomie locali di riferimento e tra queste, lo Stato e le sue articolazioni decentrate, in modo da “valutare insieme – ha aggiunto – quale sia la filiera del processo, i punti nodali di intralcio, la strada per superarli” e per “valutare puntualmente le ricadute degli atti”.

Una ampia informatizzazione delle procedure, prevista dal provvedimento legislativo, permetterà inoltre di perseguire al meglio gli obiettivi posti, valorizzando l’interazione fra le amministrazioni sul territorio regionale e superando la frammentarietà delle competenze per conseguire l’unicità dell’azione amministrativa, proponendo le singole amministrazioni del territorio come interlocutore unico di cittadini e imprese.

Nell’ottica di realizzare un metodo coordinato per la semplificazione e ponendo le basi per la costruzione di un modello di lavoro condiviso dalle istituzioni locali e dalle forze economiche, il progetto di legge intende valorizzare gli strumenti applicati ed applicabili già vigenti, oltre ad introdurne uno nuovo: l’AVP (analisi e valutazione permanente dei procedimenti) (art.3).

Il metodo proposto si fonda quindi su alcuni perni fondamentali: a) la stipula di un “Patto delle azioni concrete di semplificazione”, con gli Enti locali, le amministrazioni interessate e le Associazioni imprenditoriali e di categoria (art.2); b) l’istituzione di un Nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure, come sede tecnica di analisi (art.4); c) la costituzione di un Tavolo permanente per la semplificazione, come sede politica di consultazione delle parti sociali, delle associazioni di categoria e dei consumatori (art.4); d) la previsione di una sessione dell’Assemblea legislativa annuale dedicata alla semplificazione, nel cui ambito vengano esaminati gli esiti dell’AVP e le proposte formulate dal Nucleo tecnico e dal Tavolo permanente, per l’eventuale adozione di opportune modifiche legislative (art.5).

L’art.6 – ha concluso Saliera – contiene norme di “start up”, quelle che abbiamo previsto in sede di prima applicazione della normativa. Queste possono tuttavia essere modificate nel corso dell’iter che il provvedimento seguirà nelle prossime settimane, tra cui un’udienza conoscitiva prevista per il prossimo 23 settembre. In questo articolo viene, tra l’altro, indicato quando sarà svolta la “prima sessione di semplificazione” dell’Assemblea legislativa, che potrebbe essere entro il 2011.

La commissione ha eletto all’unanimità la consigliera PD Anna Pariani relatore del progetto di legge.

Anna Pariani incontra le federazioni che si occupano di disabili. Giovedì il Gruppo PD alla manifestazione contro i tagli al welfare in questo settore

La Vicepresidente del Gruppo PD in Regione Emilia-Romagna e responsabile regionale del Gruppo Welfare del PD Anna Pariani ha incontrato oggi le due federazioni che si occupano di disabili – “Fand E-R” e “Fish E-R” – rappresentate dall’avvocato Stefano Tortini e da Giovanni Battista Pesce.

Si è trattato di un incontro proficuo, in particolare per la positiva unità d’intenti e di lavoro che le due federazioni stanno compiendo, circa le politiche di sostegno all’handicap nella Regione Emilia-Romagna. «C’è un confronto aperto con la Giunta su un programma di lavoro che parte dall’applicazione dell’art. 17 della legge 17 del 2005, in modo specifico per quanto attiene l’Osservatorio sulla disabilità – afferma la Vicepresidente Pariani – Lavorare su queste tematiche è una convinzione condivisa nel PD, ci fa piacere che le associazioni assieme abbiano deciso di compiere un giro d’orizzonte con le forze politiche perché quella dei diritti deve diventare sempre più una questione di consapevolezza diffusa nella politica regionale. Condividiamo inoltre l’idea di promuovere anche azioni di semplificazione della vita delle persone disabili e crediamo che si possa dare un contributo con un gruppo di lavoro interdisciplinare della Regione».

Il Gruppo del PD in Regione Emilia-Romagna ha partecipato alla manifestazione indetta dalle due federazioni giovedì 23 giugno alle 10.30 davanti alla sede dell’Assemblea legislativa. Al centro la protesta per i tagli al welfare decisi dal Governo Berlusconi, che colpiscono le persone disabili.

Alessandrini (PD): "Per gli illeciti minori sanzioni al posto delle multe"

Una risoluzione chiede alla Regione di introdurre la diffida tra le sanzioni della Polizia Municipale.

COMUNICATO STAMPA – Non solo multe, a patto che la violazione sia sanabile. Secondo il consigliere regionale Tiziano Alessandrini la Polizia municipale potrebbe utilizzare anche un altro strumento per sanzionare i comportamenti scorretti dei cittadini, senza necessariamente arrivare alla multa pecuniaria.
Si tratta della “diffida amministrativa”, istituto previsto e applicabile nei casi di illecito che il vigile valuta come sanabile.

“Ho presentato una Risoluzione che chiede alla Regione di inserire anche questo istituto nella nostra normativa – spiega Alessandrini – soprattutto perché vi sono diversi casi, non gravi, in cui è bene prevalga il valore educativo, della conoscenza delle regole e non solo quello coercitivo della sanzione.”

“Inoltre la diffida rappresenta una semplificazione del procedimento sanzionatorio – sottolinea il consigliere – e non è un caso che molti fra gli stessi Comandanti di polizia municipale abbiano chiesto di introdurla almeno per i Comuni e le Province.”

La Risoluzione impegna dunque la Giunta regionale a modificare in tal senso la L.R. 21/1984 “Disciplina dell’applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale”.

OG2011008178