L’anno scolastico è anche quest’anno al termine, ma questo non ci impedisce di parlare di quanto è al centro del futuro economico e culturale del nostro Paese.
Per questo pareciperò all’inziativa promossa dai Giovani Democratici della federazione di Imola che si svolgerà l’8 maggio alle 20 e 30 a Medicina ed in cui si parlerà proprio di scuola.
Insieme a me ci saranno:
Vinicio Zanetti – Segretario regionale Giovani Democratici
Jessy Simonini – Responsabile Scuola GD ER
Laura Mottoni- Responsabile Scuola Gd Imola
Vi segnalo a proposito il sito della Responsabile nazionale PD Scuola, Francesca Puglisi, sempre aggiornato.
Il Partito Democratico chiede al Governo chiarezza sulle intenzioni e i contenuti della spending review. Se risparmi ci saranno nella riorganizzazione della spesa dello Stato, che vengano reinvestiti per restituire il tempo scuola sottratto dal Governo Berlusconi e per dare un posto nella scuola dell’infanzia alle migliaia di bambini in lista d’attesa in tutta Italia.
Alle 16.36 di ieri, proprio durante il susseguirsi delle note che provenivano dall’aula di Montecitorio, le agenzie hanno battuto la notizia che in Pakistan, nella provincia di Khyber Paktunkwa, i talebani hanno fatto saltare in aria una scuola media superiore femminile, affinché le ragazze della zona non possano ricevere un’istruzione.
“Anche in un momento di estrema difficoltà per il nostro Paese notizie come questa, che vanno contro non soltanto al diritto di parità per le donne ma anche ad ogni garanzia di civiltà, non possono passare sotto silenzio – afferma la consigliera regionale PSI–Gruppo PD Rita Moriconi – e, prima di tutto come donne e poi come rappresentanti istituzionali, dobbiamo esprimere tutta la nostra ferma condanna perché atti simili non si ripetano”.
“La battaglia per i diritti delle donne – continua Rita Moriconi – passa non soltanto per la garanzia di parità che esse devono avere nel diritto di famiglia, ma anche per il loro diritto all’istruzione, che è garanzia di lavoro, di opportunità sociale e di libertà di pensiero”.
A questa condanna si associano le consigliere regionali PD Palma Costi, Paola Marani, Anna Pariani e Roberta Mori, Presidente della Commissione Regionale per la promozione di condizioni di piena parità tra donne e uomini.
“I tagli del Governo Berlusconi al Trasporto pubblico locale sono insostenibili. Dopo anni in cui la Regione ha mitigato l’effetto di quanto deciso dall’esecutivo di centro-destra a Roma occorre ancora una volta uno sforzo straordinario da parte degli enti locali emiliano-romagnoli per garantire studenti e lavoratori pendolari». Ad affermarlo il Presidente del Gruppo PD in Regione Emilia-Romagna, Marco Monari.
Il Gruppo PD ha preparato una Risoluzione in Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna (primo firmatario Tiziano Alessandrini) in cui si legge: «A seguito di un taglio di 70 milioni di euro annui da parte dello Stato, previsto per il triennio 2011-13, la Regione è intervenuta nel dicembre scorso con uno “Patto per il trasporto pubblico regionale e locale in Emilia-Romagna per il triennio 2011- 2013” riducendo dell’80% l’impatto economico della Manovra statale sulla nostra Regione. A vanificare questo sforzo economico è intervenuta l’ultima Manovra del Governo, appena approvata in via definitiva dalla Camera, che taglia ulteriormente di tre quarti le risorse trasferite a Regioni ed Enti locali per finanziare il trasporto pubblico locale. A causa delle scellerate decisioni di questo Governo, prive di qualsiasi equità e scevre da ogni prospettiva di sviluppo, quella del Trasporto pubblico Locale rischia di essere un’altra delle voci del nostro sistema pubblico colpevolmente e volutamente mandata allo sfacelo, al pari della Scuola e della Sanità pubbliche».
La Risoluzione invita la Giunta «ad insistere con ogni mezzo programmatico ed economico disponibile nel sostegno al Trasporto Pubblico Locale, denunciando in ogni sede opportuna l’insostenibilità dei tagli attuati dal Governo centrale – conclude Monari – Inoltre, a proseguire nell’intenso lavoro di coordinamento e condivisione con gli Enti Locali, a conferma e in prosecuzione di quanto già attuato col Patto per il TPL per il triennio 2011-2013, che fino ad oggi ha permesso di garantire la continuità dell’offerta pubblica, sia pure fra enormi difficoltà».
“Sarebbe inoltre utile verificare con le Agenzie locali per la mobilità e, attraverso le stesse, con gli erogatori finali del servizio, la possibilità di diffondere in tutta la Regione metodi di controllo del corretto utilizzo dei titoli di viaggio condivisi e più efficaci, siano essi incentrati sull’attribuzione di nuove funzioni alla figura del conducente piuttosto che su altre metodologie legate alla nuova tariffazione elettronica che non implichino aggravi di costi” conclude Alessandrini.
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Risoluzione proposta dai consiglieri Alessandrini, Mazzotti, Barbieri, Piva, Pagani, Pariani, Cevenini, Monari, Costi, Luciano Vecchi, Mori, Casadei, Ferrari, Fiammenghi, Bonaccini, Montanari e Zoffoli per impegnare la Giunta a porre in essere azioni, utilizzando ogni mezzo programmatico ed economico disponibile, volte a sostenere il Trasporto Pubblico Locale, denunciando anche in ogni sede opportuna l’insostenibilità dei tagli attuati dal Governo (documento in data 05 10 11).
DICHIARAZIONE DI ANNA PARIANI SULLO SCIOPERO GENERALE DI DOMANI INDETTO DALLA CGIL
Domani mattina sarò in piazza alla manifestazione della CGIL in occasione dello sciopero generale proclamato da quella organizzazione. Ci sarò come iscritta alla Cgil e come dirigente politico del PD. Occorre mandare un segnale forte al Governo da parte di lavoratori e pensionati, che ancora una volta assieme a giovani, disoccupati e cassintegrati, pagheranno il prezzo più salato di una manovra iniqua, che si concentra sul taglio a scuola, sanità, assistenza sociale ed agli enti locali che gestiscono i servizi per i cittadini.
Le norme sulla contrattazione faranno fare un passo indietro ai diritti dei lavoratori aumentando le disuguaglianze tra nord e sud, tra lavoratori tutelati ed esclusi.
Sarò in piazza contro la manovra del Governo che impone alle regioni di mettere nuovi ticket sanitari, come sarò a tutte le manifestazioni di sigle politiche e sindacali che si battono chiedendo equità e lavoro.
In questo momento la prima cosa è salvare il Paese, ma non si fa tagliando ai più deboli. Paghi chi non ha pagato ed il governo Berlusconi lasci il posto a chi, più credibilmente, può ridare speranza all’Italia.
Nella seduta del 27 luglio 2011 l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato una risoluzione proposta dal Gruppo PD sul tema dei precari della scuola. I consiglieri regionali PD Thomas Casadei e Anna Pariani, primi firmatari della risoluzione, esprimono soddisfazione per l’approvazione.
“La Regione Emilia-Romagna, a fronte di una popolazione scolastica sempre crescente, nel prossimo anno avrà 1500 docenti in meno rispetto a quelli necessari. A questi, affermano Casadei e Pariani – andranno aggiunti gli 881 posti-docente tagliati dal Ministero dell’Istruzione per l’anno scolastico 2011-12. Si tratta di una assoluta emergenza che pregiudicherà pesantemente la qualità della nostra scuola.”
“Nella risoluzione presentata – proseguono i consiglieri – abbiamo chiesto alla giunta regionale di sollecitare un immediato confronto fra le Regioni ed il Governo sulle prospettive dei docenti precari per l’anno 2011-12, di proseguire nel sostegno di progetti di qualificazione della scuola pubblica e di chiedere al Governo l’adozione di un serio Piano di stabilizzazione dei docenti precari, sulla scorta di quello iniziato dall’allora Ministro Fioroni ed interrotto dalla Gelmini nel 2008, che si basi su una veritiera rilevazione dei fabbisogni e si ponga l’obiettivo di ricoprire tutti i posti vacanti attualmente affidati a supplenze annuali, ponendo fine al conflitto tra aree del paese, tra Nord e Sud. Abbiamo chiesto infine di attuare finalmente l’art. 118 del titolo V della Costituzione, per consentire alle Regioni autonomia organizzativa del personale, legata alla programmazione scolastica di competenza onde evitare il generarsi di nuovi insegnanti precari.
“Sia prima della manovra che dopo – concludono Casadei e Pariani – il Governo si è fatto beffe di migliaia di lavoratori e ha creato un clima di pesante incertezza. A tutt’oggi restano irrisolti i problemi di tutti i precari della scuola, e a poche settimane dall’inizio del nuovo anno scolastico, sulle scuole gravano numerose domande ancora senza risposta. Auspichiamo che l’intervento della Regione possa convincere un Governo irresponsabile a riconsiderare in tempi rapidi quanto già stabilito.”