Venerdì 18 maggio dalle ore 15, presso l’Hotel Molino Rosso di Imola (Strada Statale Selice, 49) si terrà un incontro organizzato dal Gruppo PD alla Regione Emilia-Romagna e PD regionale per discutere in merito alle ripercussioni del nuovo Conto Energia sul settore delle energie rinnovabili.

L’incontro si aprirà con una relazione dell’on. Alessandro Bratti, responsabile Ambiente ed Energia del PD regionale sulla situazione nazionale alla luce delle novità volute dal Governo e proseguirà alla presenza del segretario del PD dell’Emilia-Romagna e consilgliere regionale, Stefano Bonaccini; della responsabile Ambiente del PD nazionale, Stella Bianchi; dell’Assessore alle attività produttive della Regione Emilia-Romagna, Gian Carlo Muzzarelli; del capogruppo PD all’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, Marco Monari; della coordinatrice dell’Esecutivo del PD dell’Emilia-Romagna e consigliere regionale, Anna Pariani e del sindaco di Imola, Daniele Manca.
L’incontro è stato organizzato per confrontarsi e dare la possibilità di intervenire ad associazioni, addetti ai lavori, organizzazioni di categoria che nella nostra regione operano nel settore delle energie rinnovabili e in modo particolare nel fotovoltaico.
Un Piano Energetico Nazionale in linea con le strategie europee e che delinei politiche coerenti e incentivanti per l’efficienza energetica e le fonti energetiche rinnovabili. E’ quello che chiede una risoluzione presentata dai consiglieri PD Palma Costi (prima firmataria), Monari, Pariani, Luciano Vecchi, Marani, Mazzotti, Mori, Carini, Casadei, Piva, Cevenini, Pagani, Barbieri, Alessandrini, Ferrari e Montanari.
L’Europa chiede all’Italia di rispettare gli impegni di riduzione degli inquinanti, di sviluppo delle fonti rinnovabili e di autosufficienza energetica che l’Italia ha sottoscritto. Il Governo Italiano pensa di procedere con un piano per il nucleare, insostenibile e reso ancor più grave dal modo approssimativo, superficiale e propagandistico con cui si sta procedendo, salvo poi ritirarlo momentamente per cercare di evitare il referendum. Serve invece una una politica energetica coerente ed organica.
La Regione Emilia-Romagna si colloca invece già integralmente nella strategia europea per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e già oggi possiede le professionalità , i ricercatori e i tecnici, le imprese e i lavoratori per vincere la sfida. Con il primo piano triennale (2007/2010) ha raggiunto e, in alcuni settori, superato gli obiettivi che ci si era posti, ed ora con il Secondo Triennale di attuazione del Piano Energetico 2011-2013, si è dotata di uno strumento strategico fondamentale per seguire e governare il decisivo intreccio fra energia, economia e ambiente.
La risoluzione intende sollecitare l’adozione di un Piano Nazionale che assuma finalmente, e fino in fondo, gli indirizzi comunitari in materia di clima e di energie.
In vista della consultazione referendaria del 12 e 13 giugno, oggi l’Assemblea regionale ha discusso e approvato due atti di indirizzo contro il nucleare e poi discusso, senza votare, una risoluzione sull’acqua pubblica, presentata dalla maggioranza e contrastata dal PDL con atteggiamento ostruzionistico.
“Il SI al referendum sul nucleare non solo boccia in via definitiva questa opzione pericolosa ed economicamente insostenibile nel nostro Paese – dichiara il consigliere regionale PD Tiziano Alessandrini –, ma soprattutto pone le condizioni per uno straordinario sviluppo di nuova occupazione, ricerca e investimenti nelle tecnologie davvero sicure e pulite.”
“In Emilia-Romagna stiamo per varare un nuovo piano energetico che già prevede forti programmi d’investimento per lo sviluppo e la diffusione di tecnologie che utilizzano fonti energetiche rinnovabili – sottolinea Alessandrini – e riteniamo che assieme all’efficienza energetica applicata agli edifici e agli insediamenti produttivi, sia questa la strada da percorrere a livello nazionale.”
“Il Partito Democratico dell’Emilia-Romagna ha scelto convintamente di dire 4 SI al referendum del 12 e 13 giugno – ha dichiarato la vice presidente del Gruppo PD Anna Pariani intervenendo in Aula – e, in particolare sull’acqua, abbiamo deciso di sostenere il SI ai due quesiti partendo dalla forza di quanto fatto nella nostra regione.”
“Per volere degli Enti locali – ricorda la Pariani – qui è nato un sistema di aziende pubbliche sane, capaci di investire, che nei 10 anni passati ha affrontato la sfida dell’aggregazione, della quotazione in borsa, della riduzione delle perdite, mantenendo salda la maggioranza pubblica.”
“E’ intollerabile che il governo, al contrario dell’Europa, ci imponga di svendere questi beni pubblici – sottolinea infine la consigliera – e per questo occorre dire sì sia al primo che al secondo quesito relativi all’acqua: è l’unico modo per riavviare una riforma del settore idrico nel solco delle scelte di gestione compiute dagli enti locali e da loro condivise con le comunità. Così anche in merito al sistema tariffario del servizio idrico integrato, riteniamo che il sì ai quesiti ci permetta di avviare una sua revisione, dopo 17 anni dalla legge e grazie ad un sistema di imprese che è più strutturato e capitalizzato, mantenendo il principio del “chi inquina paga” che prevede di remunerare gli investimenti con la tariffa.”
Gli appelli al voto del capogruppo PD alla Regione Emilia-Romagna Marco Monari e dei consiglieri del gruppo PD.
Il 12 e 13 giugno i quattro referendum abrogativi sottoposti al popolo italiano possono consentire, se verrà raggiunto il quorum e se prevarranno i Sì, di dire una parola chiara su argomenti vitali per il nostro Paese. Con il Sì al quesito sul nucleare si impedirà la realizzazione di impianti che, come ha dimostrato oltre ogni limite il caso-Fukushima, non servono e non sono sicuri. L’Italia non ha bisogno di centrali nucleari costose e le cui scorie rappresentano un pericolo per la salute, l’ambiente ed il territorio per un tempo indefinito: servono al contrario investimenti, incentivi e ricerca per le rinnovabili, così come ci indica l’Europa, e come in questa Regione stiamo perseguendo da tempo. Con i due Sì ai quesiti referendari sull’acqua si impedisce la privatizzazione di un bene primario, una risorsa essenziale alla vita. Come Partito Democratico vogliamo che il governo dell’acqua rimanga in mani pubbliche, chiediamo regolazione e controllo a tutela dei cittadini e non degli speculatori della Borsa, proponendo quindi una tariffa sociale. Con il Sì al quesito sul legittimo impedimento si richiama, semplicemente, la Costituzione: tutti i cittadini devono davvero essere uguali davanti alla legge. Andare al Governo del Paese significa amministrare il bene comune per un determinato periodo di tempo, non porsi al di fuori del controllo e crearsi un’immunità a propria immagine e somiglianza che è l’esatto opposto della democrazia. Dall’Emilia-Romagna può venire un contributo essenziale alla battaglia referendaria e come PD invitiamo tutti ad andare a votare, il 12 e 13 giugno, nonostante ci sia stata ben poca informazione pubblica su questo appuntamento (ragione, forse, che ha indotto in errore alcuni nei Tg nazionali, apparsi piuttosto confusi persino sui giorni in cui il popolo italiano potrà dire la propria su tali temi). Fra i tanti appelli al voto che circolano in questi giorni sul web ce n’è uno che trovo particolarmente azzeccato: “L’Italia è una democrazia grazie a un referendum, pensateci!”. Il mio invito, quello del PD, è che si vada tutti a votare e si voti quattro Sì: nucleare, acqua pubblica e giustizia sono argomenti troppo importanti per la quotidianità della vita di ognuno di noi perché si pensi di delegarne decisioni fondamentali ad altri.
Marco Monari
Presidente Gruppo PD Regione Emilia-Romagna
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Il SI al referendum sul nucleare non solo boccia in via definitiva questa opzione pericolosa ed economicamente insostenibile nel nostro Paese ma soprattutto pone le condizioni per uno straordinario sviluppo di nuova occupazione, ricerca e investimenti nelle tecnologie davvero sicure e pulite. In Emilia-Romagna stiamo per varare un nuovo piano energetico che già prevede forti programmi d’investimento per lo sviluppo e la diffusione di tecnologie che utilizzano fonti energetiche rinnovabili e riteniamo che assieme all’efficienza energetica applicata agli edifici e agli insediamenti produttivi, sia questa la strada da percorrere a livello nazionale.
Tiziano Alessandrini
Consigliere regionale PD
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Domenica andrò a votare e voterò 4 sì ai referendum. Lo farò per un motivo politico: perché credo sia gravissimo l’affronto che il Governo ha cercato di imporre a uno strumento di democrazia diretta scritto nella nostra Costituzione. Le modifiche di legge e i ricorsi “in corso d’opera”, saggiamente bocciati dalla Cassazione e dalla Consulta – probabilmente chiamata in causa addirittura a sproposito –, hanno creato un vulnus democratico, che ha addirittura fatto sì che gli italiani all’estero abbiano votato su schede diverse da quelle che riceveremo noi. Trovo tutto ciò semplicemente scandaloso. Vi si legge un metodo di esercizio del potere assolutistico, in cui il sovrano è libero di cambiare le regole del gioco quando vuole e solo per diritto acquisito. In democrazia il potere lo si merita ogni mattina. Lo farò per il merito delle questioni proposte, che pure sono soprattutto per i nostri figli, che rischiano di ereditare un mondo sempre più pericoloso ed inquinato, dove chi è più debole ha sempre meno tutele. La risposta a tutto questo spetta al popolo. Con la pacifica, democratica arma del voto.
Marco Barbieri
Consigliere regionale PD
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“Il governo scappa, il PD dell’Emilia-Romagna sostiene i referendum del 12 e 13 giugno ed invita a votare sì: per abrogare il nucleare, per l’acqua pubblica e una gestione efficiente del ciclo idrico, contro il legittimo impedimento. Per un’Italia più giusta, più democratica, più libera. Il futuro dell’Italia è nelle rinnovabili: vota Sì per abrogare il piano del governo sul nucleare. La giustizia è uguale per tutti: vota Sì per abrogare il “legittimo impedimento” del presidente del Consiglio a comparire in udienza penale. L’acqua è un bene pubblico: vota Sì per abrogare la privatizzazione dell’acqua.
Stefano Bonaccini
Consigliere regionale PD
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Ora tutti ai referendum e votiamo quattro SI ma la vera sfida è il quorum. Proviamo con ogni mezzo a convincere pigri e indecisi. No al nucleare, SI al referendum.
Marco Carini
Consigliere regionale PD
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Rispetto a chi vorrebbe ridurre gli italiani a sudditi in silenzio e poco informati – è assordante il silenzio del sistema televisivo monopolizzato da un premier ormai alle corde ma sempre ben fermo nel ridurre gli spazi di libera informazione – poter scegliere è davvero una forma concreta di libertà. Sotto questo profilo, non c’è nulla di più democratico che il referendum. A tutti i cittadini della Repubblica italiana il compito di cogliere questa straordinaria opportunità: una opportunità per essere veramente liberi.
Thomas Casadei
Consigliere regionale PD
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Il referendum è un importante strumento di partecipazione diretta dei cittadini alle scelte politiche !!! E’ uno dei diritti conquistati con lotte durissime ( come il diritto al voto per tutti e tutte ) ! Chiediamo ai nostri cittadini di non sprecare e sottovalutare un diritto/dovere che la nostra Costituzione ci consegna ! ANDIAMO A VOTARE ! VOTIAMO SI !!!!!!
Palma Costi
Consigliere regionale PD
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Anche se spesso, nell’immaginario collettivo i Referendum vengono considerate votazioni secondarie, nei fatti è proprio il contrario. Il Referendum è il più alto esercizio di democrazia partecipata dal basso che esista: non sono i livelli istituzionali che scelgono, ma sono i cittadini. È importante – il 12–13 giugno – raggiungere il quorum di 25 milioni di votanti ai Referendum e scegliere il SI a tutti i quesiti. Un successo dei SI al Referendum costringerebbe la politica tutta a fare i conti con la volontà dei cittadini. L’impegno delle mobilitazioni sociali non si limiterebbe a manifestazioni finora inascoltate, ma cancellerebbe alcune delle peggiori leggi introdotte dal governo.Ecco allora il primo motivo per andare a votare, per esserci, per partecipare alla costruzione del nostro futuro e di un diverso benessere. Non votare vorrebbe dire perdere un’occasione importante per far sentire con chiarezza la propria voce. Votiamo tutti. Per i Sì o per i No, ciascuno voti in base alle proprie convinzioni. Ma votiamo tutti. Non impoveriamo ulteriormente la democrazia lasciandola nelle mani di pochi.
Gabriele Ferrari
Consigliere regionale PD
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L’acqua come bene pubblico e inalienabile per definizione. Non si potrebbe nemmeno concepire l’idea di privatizzarla, e invece è proprio quello che sta tentando di fare il Governo con l’approvazione del decreto Ronchi e delle norme che obbligano a inserire nelle tariffe un 7% di remunerazione del capitale investito. Contro queste politiche scellerate si sta facendo sentire sempre più forte in questi giorni la voce dei cittadini. Ai referendum di domenica e lunedì votiamo 4 si e facciamo sentire la nostra voce!
Paola Marani
Consigliere regionale PD
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Domenica 12 e lunedì 13 giugno si votano quattro SI convinti ai Referendum. Quattro Si nel merito. Un SI contro la reintroduzione del nucleare. Una scelta sbagliata, costosa e insicura. Per un presente ed un futuro energetico del nostro Paese fatto di risparmio energetico, efficienza energetica, fonti rinnovabili. Per una nuova economia verde che puntando alla qualità, alla ricerca e all’innovazione, cambi il modo di produrre e di consumare.
Mario Mazzotti
Consigliere regionale PD
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Al voto, al voto, al voto. Un cittadino può fare molto il 12 e 13 giugno: non soltanto andando a votare quattro Sì ai referendum abrogativi, ma convincendo chi conosce ed è indeciso ad esprimere il proprio parere nell’urna, aiutando così il raggiungimento del quorum. La posta in gioco è altissima, le materie di cui si parla sono di importanza vitale per i cittadini, le comunità, il Paese: nucleare, acqua pubblica, giustizia. Con il Sì al quesito sul nucleare si impedirà la realizzazione di impianti che, come ha dimostrato oltre ogni limite il caso-Fukushima, non servono e non sono sicuri. Con i due Sì ai quesiti referendari sull’acqua si impedisce la privatizzazione di un bene primario, una risorsa essenziale alla vita. Con il Sì al quesito sul legittimo impedimento si richiama, semplicemente, la Costituzione: tutti i cittadini devono davvero essere uguali davanti alla legge.
Roberto Montanari
Consigliere regionale PD
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Prima il “cappotto” del centrosinistra al ballottaggio delle elezioni amministrative, con le straordinarie vittorie a Milano e Napoli, poi la pronuncia della Cassazione a favore del referendum sul nucleare, arrivata a sancire il nostro diritto ad esprimerci anche in merito a questo tema. Lo sapete, il governo aveva tentato con l’approvazione forzata del Decreto “omnibus” di vanificare il quesito referendario, sopprimendo le norme originarie che avevano reintrodotto il nucleare in Italia. La Cassazione ha respinto questo tentativo di moratoria e modificato il quesito in modo da permettere ai cittadini di decidere se lasciare spazio al nucleare nel nostro territorio e nel nostro futuro o rigettarlo una volta per tutte. Come restare indifferenti di fronte all’evidente fragilità di questa tecnologia e non cogliere, invece, l’importanza della recentissima decisione della Germania di investire in modo massiccio sulle energie alternative e dismettere il nucleare nei prossimi anni? Il 12 e 13 giugno avremo la parola: c’è un filo di interessi privati che lega le scelte del governo su cui siamo chiamati ad esprimerci: dall’acqua al nucleare alla giustizia, si vuole fare l’interesse di pochi contro il bene comune. Votare SI ai referendum significa ripristinare la legalità e la sovranità popolare nel modo più forte e diretto. Nei giorni che ci separano dal voto, solo una raccomandazione: massima allerta per una massima partecipazione!
Roberta Mori
Consigliere regionale PD
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In queste settimane ho partecipato a tantissime iniziative per cercare di informare più cittadini possibile. Con il TG1 che addirittura sbaglia le date del voto, con le televisioni mediaset che danno informazioni a singhiozzo, con le radio che fanno altrettanto, ognuno di noi deve fare la sua parte per colmare questo deficit (o furto) di informazione. Con i referendum abbiamo una imperdibile occasione per dimostrare le nostre idee. Domenica e lunedì andiamo a votare e diciamo 4 si.
Antonio Mumolo
Consigliere regionale PD
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Il 12 e 13 giugno si svolge un appuntamento importante, quello dei referendum, rispetto al quale c’è un silenzio assordante in questo Paese. È un diritto, è un dovere quello di partecipare. Mettiamo in atto, contro qualunque asservimento, la nostra idea di futuro del Paese, rispetto alla tutela dell’ambiente, alle scelte energetiche che devono essere fatte. La tappa del 12 e 13 giugno è una tappa importante del nostro cammino. Un cammino di democrazia, un cammino dove lo sviluppo umano e lo sviluppo economico diventino finalmente compatibili con il futuro del nostro Paese.
Beppe Pagani
Consigliere regionale PD
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Il Partito Democratico dell’Emilia-Romagna ha scelto convintamente di dire 4 SI al referendum del 12 e 13 giugno e, in particolare sull’acqua, abbiamo deciso di sostenere il SI ai due quesiti partendo dalla forza di quanto fatto nella nostra regione. E’ intollerabile che il governo, al contrario dell’Europa, ci imponga di svendere questi beni pubblici e per questo occorre dire sì sia al primo che al secondo quesito relativi all’acqua: è l’unico modo per riavviare una riforma del settore idrico nel solco delle scelte di gestione compiute dagli enti locali e da loro condivise con le comunità.
Anna Pariani
Consigliere regionale PD
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Il referendum per sua natura è uno degli strumenti di democrazia più importanti. Questo appuntamento poi assume ancor di più una valenza politica. Il raggiungimento del quorum infatti confermerebbe quella voglia di partecipazione e di scelta che i recenti ballottaggi hanno manifestato con evidenza. Non dobbiamo perdere questa occasione per dire quattro volte SI a temi fondamentali per il futuro delle prossime generazioni. Per donare a loro la speranza nel domani.
Roberto Piva
Consigliere regionale PD
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Parliamo con tutte le famiglie del nostro condominio, della nostra strada, del nostro bar, del nostro luogo di lavoro…E tutti al voto domenica mattina presto per dare il segnale giusto….DAI CHE CE LA FACCIAMO! SO’ C’AG LA FAM! YES WE CAN! SI’ QUE PODEMOS! JA, WIR KONNEN! OUI, ON PEUT GAGNER!
Luciano Vecchi
Consigliere regionale PD
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La consultazione referendaria è l’espressione più alta della volontà popolare. È quindi importante difendere uno strumento di partecipazione e di decisione, messo direttamente nelle mani dei cittadini. Il primo obiettivo che dobbiamo porci è quello di raggiungere il quorum, necessario per rendere validi i referendum. Io vado a votare domenica mattina. E invito tutti a fare altrettanto! È chiaro che il dato sull’affluenza alle urne dato dai telegiornali all’ora di pranzo sarà determinante per il raggiungimento del quorum: dobbiamo dare un segno immediato di fiducia nella partecipazione. Si possono avere anche idee diverse, ma votare è comunque una scelta importante, specialmente adesso. È innegabile che questo appuntamento ha anche un forte significato politico, per quanto sta avvenendo nel nostro Paese: dopo il successo del centrosinistra e del Partito Democratico alle recenti elezioni amministrative, il successo dei referendum (che il Governo ha tentato, senza successo, di affossare) sarebbe un altro importante passo verso quel cambiamento che gli Italiani chiedono a gran voce! Non è un referendum sul Governo, ma non va dimenticato che le 4 leggi sottoposte al giudizio popolare sono state approvate dalla maggioranza di centrodestra su proposta del Governo Bossi-Berlusconi e che le questioni relative all’ambiente, all’energia e alla giustizia rappresentano, sul piano programmatico, uno spartiacque politico e culturale tra noi e loro. C’è bisogno di un nuovo protagonismo della società. È importante che milioni di persone diano un ulteriore segno che il vento è cambiato, e il PD deve mettersi decisamente al servizio di questa riscossa civica!
Damiano Zoffoli
Consigliere regionale PD
Il presidente del Gruppo PD in Emilia-Romagna ha presentato una interrogazione e una risoluzione (Cofirmatari Moriconi, Bonaccini, Montanari, Montani, Cevenini, Mori, Costi, Ferrari, Casadei, Luciano Vecchi, Pariani, Piva, Marani e Pagani) a proposito della richiesta della società texana Hunt Oil Company of Italy alla Regione di permessi per la ricerca di idrocarburi nelle zone circostanti i fiumi Panaro, Secchia e Reno.
«E’ terminata con esito positivo la procedura autorizzativa per l’ambito denominato“Fiume Secchia” e sono attualmente in corso di istruttoria le procedure di VIA inerenti i permessi di ricerca idrocarburi “Fiume Reno” e “Fiume Panaro”» ricorda Monari, che però non manca di sottolineare anche «le legittime preoccupazioni espresse dalle popolazioni locali e dai Comuni in merito all’impatto delle attività di ricerca e coltivazione degli idrocarburi» e «il necessario avvallo da parte della Commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie (Cirm), di cui fa parte anche un rappresentante della Regione, dei risultati della ricerca».
Sul piano più generale delle politiche energetiche il Presidente del Gruppo PD in Regione Emilia-Romagna cita «le conseguenze inevitabili che la comunità internazionale dovrà trarre dal drammatico incidente alla centrale nucleare di Fukushima in Giappone, per quanto attiene al ricorso al nucleare civile ed alla necessità di puntare con maggiore decisione al risparmio energetico ed alle fonti rinnovabili» e «la volontà espressa dalla Giunta regionale di voler accelerare, con il nuovo Piano triennale di attuazione del Piano Energetico – che sarà discusso e approvato dall’Assemblea – gli interventi di efficientamento energetico e di sviluppo delle energie rinnovabili».
L’Interrogazione sollecita la Giunta per sapere «se siano stati condotti tutti gli studi necessari a verificare l’effettiva idoneità del sito all’attività di estrazione degli idrocarburi; se ed in quali maniere sia stata e sarà garantita la partecipazione delle popolazioni locali al processo che condurrà alla decisione in merito alle autorizzazioni; se si abbiano notizie in merito al tipo di procedura estrattiva che la compagnia Hunt Oil Company of Italy abbia intenzione di utilizzare e quali limitazioni prescrittive la Regione possa imporre alla compagnia».
La Risoluzione invita la Giunta «a seguire con la massima attenzione, a livello tecnico e politico, le procedure di via inerenti le richieste di permesso di ricerca denominate “Fiume Reno” e “Fiume Panaro” e ogni altra analoga richiesta, garantendo la trasparenza e l’informazione alle popolazioni secondo le vigenti disposizioni normative, in collaborazione con gli Enti Locali; ad applicare con rigore e responsabilità, nel rispetto dei diritti tutelati dalla legge, il Principio di Precauzione laddove gli interventi non offrano- anche in presenza di dettagliate prescrizioni- garanzie sufficienti di tutela della sicurezza e della salute della popolazione, dei beni storici, del paesaggio, del territorio e dell’ambiente; a predisporre, ove non fossero già esistenti ed adeguati, gli approfondimenti scientifici necessari a valutare gli effetti della “coltivazione degli idrocarburi” nei siti specifici ove ne venisse fatta richiesta con particolare attenzione ai rischi di sismicità, indotta dalle esplorazioni e/o dalle eventuali estrazioni».
Video.Un servizio del TG3 Emilia-Romagna dedicato alla vicenda
05.04.11 tg3 “La richiesta per la ricerca di idrocarburi e l’interrogazione presentata dal capogruppo PD Monari
risoluzione idrocarburi