Un progetto di legge per affrontare in modo radicalmente diverso il tema della semplificazione. Lo ha presentato, in commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, la vicepresidente della Giunta regionale, Simonetta Saliera, che ha parlato di un “obiettivo molto consistente” che si è data la Regione, attraverso una legge di metodo per la costruzione di un sistema unitario e condiviso di semplificazione, che rappresenta una “novità” nel panorama legislativo delle Regioni. La semplificazione – si legge nella relazione che accompagna il provvedimento – deve costituire un metodo di azione ordinario e non una misura correttiva da applicare a sistemi decisionali e procedure “frastagliate” e per questo poco incisive.
Di fronte alla crescente domanda di semplificazione, risulta dunque necessario “passare dalle parole ai fatti”, ha ribadito Saliera, con un cambiamento di strada rispetto agli interventi finora adottati, puntando a dotare le amministrazioni di una metodologia che garantisca la qualità dei processi decisionali in modo concreto e sostanziale e che serva a ridurre la “complessità”, sia garantendo la piena legittimità dell’azione amministrativa, sia evitando sovrapposizioni e ridondanze con strumenti di semplificazione già vigenti nell’ordinamento.
La proposta punta, quindi, a valorizzare istituti e tecniche già esistenti (ad esempio: la misurazione degli oneri amministrativi, l’analisi e la valutazione di impatto della regolamentazione, ecc.) e a garantire il raggiungimento delle finalità contenute nella disciplina statale in materia di procedimento amministrativo (certezza dei tempi, responsabilità amministrativa, ecc.).
L’obiettivo finale è quello di realizzare un sistema unitario e condiviso di miglioramento dell’azione amministrativa, fondandosi su una duplice azione politica e tecnico-amministrativa, che trae le sue basi dall’esperienza dell’Osservatorio Bassanini e del Nucleo per la semplificazione, una struttura tecnica prevista dalla legge 50/1999 (“Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi – Legge di semplificazione 1998”)
Il progetto di legge rappresenta dunque l’approdo di un percorso che la Regione ha intrapreso da tempo in tema di semplificazione e che è già contenuto anche nel nuovo Statuto regionale, approvato nel 2005, in cui si impone il ricorso a strumenti e tecniche per la qualità della normazione ed il rispetto di principi cardine dell’azione amministrativa, come la semplificazione, la partecipazione, la responsabilità, la trasparenza, la certezza dei tempi.
IL PROGETTO DI LEGGE: PRINCIPI E FINALITA’
La “certezza dei tempi amministrativi e delle relative decisioni”: è il cuore del progetto di legge, composto da sei articoli, intitolato “Misure per l’attuazione degli obiettivi di semplificazione del sistema amministrativo regionale e locale. Istituzione della sessione di semplificazione”. Gli obiettivi da raggiungere sono il risultato di una valutazione delle istanze provenienti dalla associazioni delle categorie produttive emiliano-romagnole, che avvertono come un problema non la “durata” dei procedimenti amministrativi, quanto la “crescente incertezza dei tempi per la loro conclusione”. La certezza dei tempi si coniuga poi con il principio della responsabilità di chi esegue le procedure e adotta le decisioni.
Sul piano dell’organizzazione e degli strumenti di semplificazione, assume poi rilevanza il principio collaborativo, “la parte più innovativa”, ha detto Saliera, che, per superare la frammentarietà delle competenze, deve operare creando un “patto forte” tra Regione e autonomie locali di riferimento e tra queste, lo Stato e le sue articolazioni decentrate, in modo da “valutare insieme – ha aggiunto – quale sia la filiera del processo, i punti nodali di intralcio, la strada per superarli” e per “valutare puntualmente le ricadute degli atti”.
Una ampia informatizzazione delle procedure, prevista dal provvedimento legislativo, permetterà inoltre di perseguire al meglio gli obiettivi posti, valorizzando l’interazione fra le amministrazioni sul territorio regionale e superando la frammentarietà delle competenze per conseguire l’unicità dell’azione amministrativa, proponendo le singole amministrazioni del territorio come interlocutore unico di cittadini e imprese.
Nell’ottica di realizzare un metodo coordinato per la semplificazione e ponendo le basi per la costruzione di un modello di lavoro condiviso dalle istituzioni locali e dalle forze economiche, il progetto di legge intende valorizzare gli strumenti applicati ed applicabili già vigenti, oltre ad introdurne uno nuovo: l’AVP (analisi e valutazione permanente dei procedimenti) (art.3).
Il metodo proposto si fonda quindi su alcuni perni fondamentali: a) la stipula di un “Patto delle azioni concrete di semplificazione”, con gli Enti locali, le amministrazioni interessate e le Associazioni imprenditoriali e di categoria (art.2); b) l’istituzione di un Nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure, come sede tecnica di analisi (art.4); c) la costituzione di un Tavolo permanente per la semplificazione, come sede politica di consultazione delle parti sociali, delle associazioni di categoria e dei consumatori (art.4); d) la previsione di una sessione dell’Assemblea legislativa annuale dedicata alla semplificazione, nel cui ambito vengano esaminati gli esiti dell’AVP e le proposte formulate dal Nucleo tecnico e dal Tavolo permanente, per l’eventuale adozione di opportune modifiche legislative (art.5).
L’art.6 – ha concluso Saliera – contiene norme di “start up”, quelle che abbiamo previsto in sede di prima applicazione della normativa. Queste possono tuttavia essere modificate nel corso dell’iter che il provvedimento seguirà nelle prossime settimane, tra cui un’udienza conoscitiva prevista per il prossimo 23 settembre. In questo articolo viene, tra l’altro, indicato quando sarà svolta la “prima sessione di semplificazione” dell’Assemblea legislativa, che potrebbe essere entro il 2011.
La commissione ha eletto all’unanimità la consigliera PD Anna Pariani relatore del progetto di legge.
Un progetto di legge per affrontare in modo radicalmente diverso il tema della semplificazione. Lo ha presentato, in commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, la vicepresidente della Giunta regionale, Simonetta Saliera, che ha parlato di un “obiettivo molto consistente” che si è data la Regione, attraverso una legge di metodo per la costruzione di un sistema unitario e condiviso di semplificazione, che rappresenta una “novità” nel panorama legislativo delle Regioni. La semplificazione – si legge nella relazione che accompagna il provvedimento – deve costituire un metodo di azione ordinario e non una misura correttiva da applicare a sistemi decisionali e procedure “frastagliate” e per questo poco incisive.
Di fronte alla crescente domanda di semplificazione, risulta dunque necessario “passare dalle parole ai fatti”, ha ribadito Saliera, con un cambiamento di strada rispetto agli interventi finora adottati, puntando a dotare le amministrazioni di una metodologia che garantisca la qualità dei processi decisionali in modo concreto e sostanziale e che serva a ridurre la “complessità”, sia garantendo la piena legittimità dell’azione amministrativa, sia evitando sovrapposizioni e ridondanze con strumenti di semplificazione già vigenti nell’ordinamento.
La proposta punta, quindi, a valorizzare istituti e tecniche già esistenti (ad esempio: la misurazione degli oneri amministrativi, l’analisi e la valutazione di impatto della regolamentazione, ecc.) e a garantire il raggiungimento delle finalità contenute nella disciplina statale in materia di procedimento amministrativo (certezza dei tempi, responsabilità amministrativa, ecc.).
L’obiettivo finale è quello di realizzare un sistema unitario e condiviso di miglioramento dell’azione amministrativa, fondandosi su una duplice azione politica e tecnico-amministrativa, che trae le sue basi dall’esperienza dell’Osservatorio Bassanini e del Nucleo per la semplificazione, una struttura tecnica prevista dalla legge 50/1999 (“Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi – Legge di semplificazione 1998”)
Il progetto di legge rappresenta dunque l’approdo di un percorso che la Regione ha intrapreso da tempo in tema di semplificazione e che è già contenuto anche nel nuovo Statuto regionale, approvato nel 2005, in cui si impone il ricorso a strumenti e tecniche per la qualità della normazione ed il rispetto di principi cardine dell’azione amministrativa, come la semplificazione, la partecipazione, la responsabilità, la trasparenza, la certezza dei tempi.
IL PROGETTO DI LEGGE: PRINCIPI E FINALITA’
La “certezza dei tempi amministrativi e delle relative decisioni”: è il cuore del progetto di legge, composto da sei articoli, intitolato “Misure per l’attuazione degli obiettivi di semplificazione del sistema amministrativo regionale e locale. Istituzione della sessione di semplificazione”. Gli obiettivi da raggiungere sono il risultato di una valutazione delle istanze provenienti dalla associazioni delle categorie produttive emiliano-romagnole, che avvertono come un problema non la “durata” dei procedimenti amministrativi, quanto la “crescente incertezza dei tempi per la loro conclusione”. La certezza dei tempi si coniuga poi con il principio della responsabilità di chi esegue le procedure e adotta le decisioni.
Sul piano dell’organizzazione e degli strumenti di semplificazione, assume poi rilevanza il principio collaborativo, “la parte più innovativa”, ha detto Saliera, che, per superare la frammentarietà delle competenze, deve operare creando un “patto forte” tra Regione e autonomie locali di riferimento e tra queste, lo Stato e le sue articolazioni decentrate, in modo da “valutare insieme – ha aggiunto – quale sia la filiera del processo, i punti nodali di intralcio, la strada per superarli” e per “valutare puntualmente le ricadute degli atti”.
Una ampia informatizzazione delle procedure, prevista dal provvedimento legislativo, permetterà inoltre di perseguire al meglio gli obiettivi posti, valorizzando l’interazione fra le amministrazioni sul territorio regionale e superando la frammentarietà delle competenze per conseguire l’unicità dell’azione amministrativa, proponendo le singole amministrazioni del territorio come interlocutore unico di cittadini e imprese.
Nell’ottica di realizzare un metodo coordinato per la semplificazione e ponendo le basi per la costruzione di un modello di lavoro condiviso dalle istituzioni locali e dalle forze economiche, il progetto di legge intende valorizzare gli strumenti applicati ed applicabili già vigenti, oltre ad introdurne uno nuovo: l’AVP (analisi e valutazione permanente dei procedimenti) (art.3).
Il metodo proposto si fonda quindi su alcuni perni fondamentali: a) la stipula di un “Patto delle azioni concrete di semplificazione”, con gli Enti locali, le amministrazioni interessate e le Associazioni imprenditoriali e di categoria (art.2); b) l’istituzione di un Nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure, come sede tecnica di analisi (art.4); c) la costituzione di un Tavolo permanente per la semplificazione, come sede politica di consultazione delle parti sociali, delle associazioni di categoria e dei consumatori (art.4); d) la previsione di una sessione dell’Assemblea legislativa annuale dedicata alla semplificazione, nel cui ambito vengano esaminati gli esiti dell’AVP e le proposte formulate dal Nucleo tecnico e dal Tavolo permanente, per l’eventuale adozione di opportune modifiche legislative (art.5).
L’art.6 – ha concluso Saliera – contiene norme di “start up”, quelle che abbiamo previsto in sede di prima applicazione della normativa. Queste possono tuttavia essere modificate nel corso dell’iter che il provvedimento seguirà nelle prossime settimane, tra cui un’udienza conoscitiva prevista per il prossimo 23 settembre. In questo articolo viene, tra l’altro, indicato quando sarà svolta la “prima sessione di semplificazione” dell’Assemblea legislativa, che potrebbe essere entro il 2011.
La commissione ha eletto all’unanimità la consigliera PD Anna Pariani relatore del progetto di legge.
Il Gruppo del Partito Democratico in Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna ha presentato in conferenza stampa il report 2010/2011 che contiene i risultati del lavoro svolto in questo primo anno di legislatura.
Il report è uno strumento che ha molteplici scopi: innanzi tutto è una rendicontazione dell’opera compiuta, che risponde ai criteri di trasparenza tipici della pubblica amministrazione. In secondo luogo è uno strumento utile per i territori, le autonomie locali, il partito nelle sue diverse forme organizzative, le imprese, i sindacati e i diversi protagonisti del mondo associazionistico coi quali, nel corso degli ultimi mesi, ci siamo interfacciati e incontrati: serve ad aggiornarli sulle iniziative di cui si è discusso assieme, sui passi in avanti compiuti. Questo report fotografa lo stato dell’arte degli iter avviati, conclusi e ancora in corso in Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna: da qui si riparte con i progetti e le idee per il secondo anno di legislatura.
Le foto della conferenza stampa
I numeri
Qualche numero, innanzi tutto: nel corso di questi primi dodici mesi si sono svolte 20 Sedute dell’Assemblea Legislativa, 36 Sedute della I Commissione “Bilancio Affari Generali ed Istituzionali”, 23 Sedute della II Commissione “Politiche Economiche”, 32 Sedute della III Commissione “territorio Ambiente Mobilità”, 20 sedute della IV Commissione “Politiche per la Salute e Politiche Sociali”, 22 Sedute della V Commissione “Turismo, cultura, scuola, formazione, lavoro, sport”, 17 Sedute della VI Commissione “Statuto e regolamento”.
L’attività Assembleare del Gruppo PD si è concentrata sulla presentazione di 128 oggetti di cui: 2 interpellanze, 40 interrogazioni a risposta scritta, 1 interrogazione a risposta immediata, 1 mozione, 9 ordini del giorno, 3 progetti di legge, 72 risoluzioni. Le leggi approvate sono state 14 (nelle schede allegate pdl presentati, leggi approvate e risoluzioni e mozioni presentate).
I temi affrontati
Nel Report 2010-2011 sono ricomprese tutte le principali aree tematiche sulle quali si è concentrato il nostro sforzo, a partire dall’attenzione ai territori emiliano-romagnoli – tutti – alle loro esigenze, alle situazioni nelle quali era opportuno e in taluni casi urgente intervenire. Economia, lavoro, impresa, contrasto agli effetti della crisi economica che ancora fa sentire i propri effetti in Emilia-Romagna, sostegno ai lavoratori precari e alle loro famiglie sono stati i punti sui quali il Gruppo del PD in Regione ha agito, consapevole del momento storico delicatissimo che il Paese attraversa.
Molto è stato fatto anche sul piano della difesa di quei punti di eccellenza che da sempre contraddistinguono la realtà nella quale viviamo: il diritto alla casa, il sistema di welfare, la salute, i servizi sociali per gli anziani, la scuola e il sistema formativo per i giovani, i trasporti. Mantenere gli standard di vita del passato è oggi quantomai difficile, dati i tagli imposti dal Governo, ma in questa Amministrazione ci si è spesi moltissimo sul fronte dell’ambiente e della cultura, attraverso operazioni di bilancio oculate e puntuali.
I Consiglieri del Gruppo PD inoltre hanno operato concretamente a favore della tutela delle donne, si sono impegnati nel sostegno a mobilitazioni internazionali per i diritti umani e contro la pena di morte.
A proposito del taglio dei costi della politica, tema molto dibattuto, è utile rimarcare come la Regione Emilia-Romagna sia stata la prima a tagliare le indennità dei Consiglieri e a eliminare dalla prossima legislatura i vitalizi, su iniziativa del centrosinistra unito e con un provvedimento votato da tutta l’Assemblea legislativa.
Le iniziative e gli incontri
Nel Report 2010-2011 sono rendicontate le iniziative svolte nelle varie province della regione, in molti casi assieme al Partito Regionale, e gli incontri avuti nella sede del Gruppo, a Bologna. Come ha dimostrato la recente campagna referendaria per i quattro sì a favore dell’acqua pubblica, contro il nucleare e il legittimo impedimento, l’attività dei Consiglieri, oltre ad espletarsi negli organi istituzionali, si è fatta sentire sui territori. Il Gruppo del PD ha così potuto informare i cittadini sulle conseguenze delle manovre del Governo, avviare confronti preventivi e concordare con associazioni di categoria, sindacati, sistema delle imprese, portatori di interesse (gli stakeholders) percorsi comuni per approdare a provvedimenti che tutelassero al meglio la collettività emiliano-romagnola. Nell’arco di questi mesi numerose sono state le occasioni in cui sono state lanciate campagne di informazione, volantinaggi, affissioni cartellonistiche e si sono svolti convegni pubblici organizzati dal Gruppo. Si tratta di un’opera di ascolto e di confronto che continuerà, a dimostrazione che, chi strumentalmente propaganda una certa immagine della politica e della pubblica amministrazione chiuse nelle proprie stanze, non solo non ci descrive ma forse, a volte, non presta nemmeno attenzione all’insieme delle iniziative che poniamo in essere (nelle schede allegate il calendario delle iniziative e degli incontri e alcuni materiali informativi diffusi sul territorio sotto forma di manifesti, volantini, brochure).
Le campagne di comunicazione e i nuovi media
Sito web: a fine ottobre è stato messo on line il nuovo sito del gruppo, www.gruppopdemiliaromagna.it. Il sito, costruito secondo i canoni del web 2.0, è diventato un punto di riferimento per tutti coloro che sono interessati alle politiche regionali e all’attività che viene svolta in Assemblea. Viene visitato in media da 200/300 utenti unici ogni giorno (un numero in crescita), è arricchito di numerosi materiali multimediali (gallerie fotografiche, interviste e video) e viene aggiornato quotidianamente con i comunicati stampa, le notizie delle iniziative e tutti gli atti (risoluzioni, interrogazioni, interpellanze) che vengono presentati dai Consiglieri del Gruppo.
Social network
Il sito è strettamente interconnesso ai principali social network e nei mesi passati sono stati attivati i seguenti canali che contribuiscono a veicolare le nostre informazioni.
La pagina facebook del Gruppo:
https://www.facebook.com/pages/Gruppo-Assembleare-PD-Regione-Emilia-Romagna/171515759555486
L’account twitter del Gruppo:
http://twitter.com/gruppopder
L’account flickr del Gruppo:
http://www.flickr.com/photos/gruppopdemiliaromagna/
E’ stato inoltre implementato il canale youtube del Gruppo, che contiene numerose interviste e speciali dedicati alle iniziative promosse dai Consiglieri del PD:
http://www.youtube.com/user/GRUPPOPDRER
Newsletter
A novembre è partito il rinnovato servizio di newsletter. Viene inviata a scadenza settimanale a un database costituito da circa quarantamila contatti e contiene tutti i riferimenti e i materiali relativi alle iniziative in programma, ai lavori di aula e commissioni, e agli atti presentati dai Consiglieri del Gruppo.
E’ possibile leggere tutte le newsletter inviate a questo indirizzo:
http://www.gruppopdemiliaromagna.it/newsletter
ALLEGATI (PDF)
> i numeri delle attività
> iniziative e incontri
> PDL presentati e leggi approvate
> risoluzioni e mozioni
…
VIDEO
Il presidente del Gruppo PD, Marco Monari, presenta i tratti salienti del Report 2011/2012 sulle attività del Gruppo PD in Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna.
…
L’intervento della vice presidente del Gruppo PD, Anna Pariani
…
L’intervento del Segreterio PD Emilia-Romagna Stefano Bonaccini
…
Il servizio del TG3 Emilia-Romagna del 30.06.11
Non si tratta semplicemente di una battaglia sindacale, pure giusta come è ma stiamo parlando del futuro dei nostri figli. Una scuola di qualità ha bisogno di insegnati che possano dedicare tempo agli alunni, sia per fare approfondimento che per porre attenzione sul recupero. Questa è l’idea di scuola del PD, un’idea chiara. Purtroppo però, La Regione Emilia-Romagna, a fronte di una popolazione scolastica sempre crescente, pari ormai al 6,5% del totale nazionale, il prossimo anno vedrà assegnarsi un numero di insegnanti pari solo al 6,3%, ovvero 1500 posti in meno rispetto a quelli necessari, a cui va aggiunto il taglio di 881 posti-docente decisi dal Ministero sull’anno scolastico 2011-12.
Di conseguenza, il gruppo del PD ha depositato in Assemblea legislativa regionale una risoluzione – primi firmatari i consiglieri regionali Thomas Casadei ed Anna Pariani – per chiedere alla giunta dell’Emilia-Romagna di sollecitare un immediato confronto fra le Regioni ed il Governo sulle prospettive per l’anno 2011-12 riguardo all’assegnazione di personale e all’immissione in ruolo del personale precario; di proseguire nel sostegno, anche con risorse proprie, di progetti di qualificazione della scuola pubblica quale spazio fondamentale che sappia riportare il Paese in Europa; di chiedere al Governo l’adozione di un serio Piano di stabilizzazione dei Precari, sulla scorta di quello iniziato dall’allora Ministro Fioroni ed interrotto dalla Gelmini nel 2008, che si basi su una veritiera rilevazione dei fabbisogni e si ponga l’obiettivo di ricoprire tutti i posti vacanti attualmente affidati a supplenze annuali, ponendo fine al conflitto tra aree del paese, tra Nord e Sud; di attuare l’art. 118 del titolo V della Costituzione, al fine di consentire alle Regioni autonomia organizzativa del personale, legata alla programmazione scolastica di competenza onde evitare il generarsi di nuovi precari.
“Riteniamo che la scuola pubblica abbia bisogno di stabilità, afferma il vicecapogruppo PD Anna Pariani – a partire da chi ci lavora ogni giorno. Per questo è necessario un piano di stabilizzazione dei precari che affronti almeno 100mila assunzioni, il doppio di quanto previsto dal Governo. Ciò permetterebbe di esaurire le graduatorie, facendo risparmiare al bilancio dello Stato, ed evitandola guerra tra poveri causata dalle mosse del Governo nazionale”
”Il taglio di 881 docenti deciso dal Ministero per l’anno scolastico 2011/2012 è gravissimo, conclude Thomas Casadei, Capogruppo PD della Commissione V Scuola, Turismo, Cultura, formazione lavoro sport, e va assolutamente riconsiderato in tempi rapidi”.
E’ partito oggi in Commissione I° Bilancio della Regione l’iter di revisione del Programma Speciale d’Area “Riqualificazione urbana della città di Imola” che prevede lo spostamento di risorse destinate alle riqualificazione dello Scalo Merci e dell’Osservanza su opere di urbanizzazione legate alle due aree per un totale di oltre 6,5 milioni di euro (1, 5 milioni per lo Scalo Merci e 5 milioni sull’Osservanza).
Questo atto permetterà di far concretamente partire le aree dello Scalo Merci dopo l’accordo con RFI per la realizzazione dei binari, perché si finanziano le strade di accesso, i piazzali e l’acquisto di aree operative.
Lo stesso per l’Osservanza, dove lo stop imposto dal vincolo della Sovraintendenza dei Beni Architettonici sulla realizzazione di alcuni edifici, non deve rallentare la riqualificazione complessiva dell’area.
Con la revisione del Piano per l’Osservanza si finanzieranno:
• la progettazione e la realizzazione dei due parcheggi di via Tiro a Segno e di via Padovani per un importo complessivo di 2, 3 milioni di euro oltre che alla riqualificazione vicolo ciclo – pedonabile Saldona;
• il 1° stralcio delle opere di urbanizzazione funzionali al comparto residenziale e terziario per un importo di 850.000 euro;
• riqualificazione del viale delle Palme (compresi sottoservizi e arredo urbano) per oltre 1,2 milioni di euro;
• il ripristino con ampliamenti della ex – Chiesa con destinazione culturale e sociale per un importo di 750.000 euro.
Con l’impegno dell’Amministrazione Comunale e della Regione prosegue un lavoro concreto di riqualificazione della città con opere pubbliche, parcheggi e verde oltreché per una infrastruttura decisiva per lo sviluppo economico come lo Scalo Merci.